Trovare un terreno comune (2)
“MI SONO FATTO SERVO DI TUTTI.” 1 CORINZI 9:19
Sia che tu stia facendo domanda per un lavoro, provando a vincere persone a Cristo, consigliando e consultando o correggendo il comportamento di qualcuno, per essere efficace bisogna trovare un terreno comune. Cerchiamo alcune qualità che occorrono. La disponibilità. Paolo scrive: “Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero”.
Accordarsi su terreni comuni richiede tempo e anche sforzo. Individuare aree comuni da condividere, richiede empatia e la volontà di ascoltare ciò che l’altra persona vuole dire. Nel suo libro ‘Come parlare affinché le persone ascolti- no’ Sonya Hamlin osserva che la maggior parte delle persone trova ciò stimolante a motivo del fattore ‘prima io’. Ella scrive: “Ascoltare significa rinunciare al nostro passatempo preferito: il coinvolgimento e l’interesse in noi stessi. E’ il nostro focus prioritario e completamente umano.
Ed è anche il luogo da cui deriva la spinta per fare qualsiasi cosa. Con questo assunto alla base, riuscite a capire che problema si crea quando ci viene richiesto di ascoltare qualcun altro?” Dunque qual è la soluzione? Prima di tutto è essenziale riconoscere e rispondere a due delle domande istintive e implicite dell’ascoltatore, che sono: “Perché dovrei ascoltarti? che cosa ne ricavo io se lo faccio?” Ogni volta che si ha la volontà di ascoltare qualcuno e di capire in che modo ciò che si offre possa incontrare i suoi bisogni, sei a metà strada nel trovare un terreno comune.
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