“Così come sono”
“MA PER LA GRAZIA DI DIO IO SONO QUELLO CHE SONO.” 1 CORINZI 15:10
Si racconta di un ragazzo che tornato a casa non sapeva che la madre era in compagnia del loro pastore. Egli portava nella sua mano una topo morto. “Mamma, non indovinerai mai. C’era un topo che correva nel garage. L’ho visto, ho tirato una pietra e l’ho colpito. Era lì, così mi sono avvicinato e l’ho calpestato. Poi l’ho raccolto e l’ho scagliato contro il muro.”
Solo dopo vide il pastore, e se lo sguardo di sua mamma fosse stato in grado di uccidere, sarebbe morto lì su due piedi. Così, tenendo in mano il ratto, con una voce pia aggiunse: “E poi il Signore l’ha chiamato a sé.” L’antico inno “Così come sono, senza nessuna supplica” parla di come tirarsi via la maschera e riconoscere che Dio ti ama nonostante i tuoi problemi. Se ci fosse una vera chiesa “così come sono” dove le persone possono portare il loro bagaglio, se ci fosse un gruppo dove tutti si sentissero amati senza finzione, non ci sarebbe abbastanza spazio per tutti.
Paolo riconosce che a volte ha agito da Dr. Jekyll, altre volte da Mr. Hyde. Ci sono state volte in cui avrebbe voluto fare del bene ma il male ha preso il controllo. Ma egli non ha gettato la spugna, perché riconosceva di essere un ‘lavoro in corso.’ “Io… non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana” (vv. 9-10).
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