Mantieni viva la speranza
“…SPERA NEL SIGNORE, ORA E PER SEMPRE.” SALMI 131:3
Davide disse: “…spera nel SIGNORE, ora e per sempre.” Quando sei convinto o convita che non ci sia più speranza, stai sbattendo la porta in faccia a Dio. Per la maggior parte di noi, finché siamo in uno stato di salute ragionevole e sappiamo da dove ci arriva il sostentamento, la speranza non incide. Primo: chiediti quale sia il tuo desiderio più grande. Immaginatevi di avere ottanta anni e di guardarvi indietro. Siete soddisfatti di voi stessi? Se non lo siete, provate a darvi una risposta. La speranza deve essere personale, non quello che ci si aspetta di avere.
Deve essere sufficientemente fervente da gestire qualsiasi cosa si faccia. Secondo: datele un simbolo, qualcosa su cui concentrarsi. Geremia diede una lezione a Israele comprando il campo di Anatot (..cfr. Ger 32:9). Egli sapeva che sarebbero stati tenuti in esilio e durante quei lunghi anni, il ricordo di quel campo lontano in Giuda, sarebbe stato il simbolo della futura restaurazione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Leo Algimas e la sua famiglia furono internati in un campo di concentramento ed essi mantennero un simbolo di speranza: un pezzettino di carta di una confezione di cioccolatini con la bandiera americana.
Se la passavano di mano in mano, la guardavano, e si sussurravano l’un l’altro parole riguardo all’esercito di liberazione che stava giungendo. I simboli ci aiutano a concentrare la mente su ciò che è possibile. Infatti il più grande simbolo che il mondo abbia mai ricevuto è stato il più difficile da credere. Un bimbo in una mangiatoia segnò il Regno di Dio sulla Terra e cambiò il destino dell’umanità. Ed Egli può cambiare il tuo destino. Specifica che cosa speri, chiedi nel Suo nome e non importa quanto sembri impossibile, ma aspettati che diventi vero.
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