Quando perdi un tuo caro
“VOGLIO CHE SAPPIATE CIÒ CHE SUCCEDE AD UN CREDENTE QUANDO MUORE” 1 TESSALONICESI 4:13
Ti ricordi la prima volta che la morte ti ha obbligato a dare l’ultimo saluto a qualcuno che amavi? Al funerale avrai sentito parole come, “E’ dipartito, è passato a miglior vita, ci ha preceduti.” Termini non familiari. Forse ti sei chiesto: “Dipartito per dove? Passato a quale vita? Preceduti, per quanto tempo?” Quando qualcuno muore dopo una vita piena, lo puoi accettare. Ma se si muore a causa di un atto violento? O dopo una lunga battaglia contro una malattia? Ora i tuoi sogni sono sepolti mentre la bara viene calata nel terreno.
Paolo scrive: “Ma ora, cari fratelli, voglio che sappiate ciò che succede ad un credente quando muore, in modo che, quando capiterà a voi, non siate troppo addolorati, come quelli che non hanno nessuna speranza. Siccome crediamo che Gesù Cristo è morto e risorto, dobbiamo anche credere che, quando Gesù tornerà, ricondurrà con lui tutti i credenti che sono morti” (vv.13-14). Queste parole tramutano il nostro dolore senza speranza in un dolore pieno di speranza.
Come? Rassicurandoci del fatto che vedremo ancora i nostri cari. Non è forse ciò in cui vogliamo credere? Desideriamo sapere che i nostri cari sono salvi dopo la morte. Desideriamo essere rassicurati del fatto che l’anima va istantaneamente con Dio. Ma osiamo crederci davvero? Secondo le scritture, si! Morendo un cristiano entra immediatamente nella presenza di Dio e si diletta nella comunione con il Padre e con coloro che sono giunti prima. Queste parole sulla lapide di un credente riassumono tutto: “La separazione è per un momento, ma l’incontro sarà per l’eternità.”
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